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PELLE E COSMESI

Un binomio tutto personale e personalizzabile. Ad ognuno il suo…
La pelle è l’organo con la superficie più estesa del nostro organismo. Ha un’elevatissima capacità assorbente nei confronti di tutto ciò con cui viene a contatto, siano essi creme, cerotti, detergenti, profumi ed indumenti.

Come tale va rispettata, non tutto e non a tutti. Per rispettarla dobbiamo conoscerla a fondo e conoscere ciò che in forma di detergenti e cosmetici utilizziamo sulla superficie cutanea.
Il binomio pelle e cosmetico è una sinergia che richiede alcuni cardini. Per me, medico estetico, è imprescindibile partire da un visita di medicina estetica e da un check up cutaneo in cui analizzo a fondo il paziente, il suo stato di salute ed in particolare le sue abitudini cosmetiche giornaliere ed il riflesso che queste possono avere sulla sua pelle.

Come si svolge un CHECK-UP CUTANEO?
Punto primo eseguo un’accurata anamnesi personale e cosmetica, così da capire come il paziente ha agito nel corso degl’anni. Quale detersione? Quale solare? Quale crema giorno e notte.
Punto secondo la superficie cutanea andrà analizzata a LUCE FREDDA e tramite LUCE di WOOD così da evidenziare ciò che ad occhio “nudo” non percepiamo (ipercromie, comedoni, squame). La pelle andrà analizzata inoltre con test dermodiagnostici che quantifichino SEBO ed IDRATAZIONE sulla superficie epidermica (SEBO e CORNEOMETRIA) così da evidenziarne eccessi o carenze. A seguire verrà eseguito un test di sensibilità e reattività.
Fatte queste analisi farò una diagnosi di FOTOTIPO e BIOTIPO CUTANEO e provvederò a prescrivere una corretta cosmesi domiciliare volta al ripristino di un’equilibrio che nel tempo abbiamo perso e che ha alterato il film idrolipidico epidermico, determinando fastidi ed inestetismi.

Dott. Andrea Zavalloni
Medico Chirurgo
Scuola Internazionale di Medicina Estetica (Fondazione Fatebenefratelli)

Soffri di pelle sensibile? Secca? Estremamente reattiva o seborroica con tendenza acneica? La menopausa e la carenza di estrogeni nel tempo hanno cambiato la pelle del tuo viso creando fastidi ed inestetismi? Da anni utilizzi una cosmesi “fai da te” e vorresti saperne di più? Prenota un CHECK-UP CUTANEO GRATUITO con il Dott. Andrea Zavalloni, medico chirurgo estetico. Affidarsi ad una corretta prescrizione cosmetologica da parte di un medico estetico che preveda la determinazione di alcuni parametri fondamentali per la corretta diagnosi del BIOTIPO CUTANEO è sempre la scelta più corretta.

Per informazioni e prenotazioni Poliambulatorio L’Eau
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IL COSMETICO A BASE DI ACIDO IALURONICO PUÒ SOSTITUIRE L’INIEZIONE?

Da anni ci imbattiamo nelle riviste di moda, su internet ed in TV nella parola ACIDO IALURONICO. Questo focus non ha la pretesa di addentrarsi nei meandri della chimica degli elementi per parlarvi di questo meraviglioso polisaccaride, ma vuole informare chi ne abbia interesse sulla sua funzione fondamentale e sul perchè è tanto utilizzato nella medicina estetica e nella cosmesi.

L’acido ialuronico è un naturale componente del tessuto connettivo della pelle. Il 50% di tutto l’acido ialuronico del corpo si trova all’interno della cute e viene prodotto dai fibroblasti del derma e dai cheratinociti dell’epidermide. Ha importanti funzioni di regolazione del comportamento cellulare, di riparazione delle ferite, ed una spiccata AZIONE ANTIOSSIDANTE per la reazione con i temuti radicali liberi dell’ossigeno. Ha inoltre un’altissima affinità per l’acqua (1 grammo di acido ialuronico lega quasi 6 Litri di acqua) per cui è un naturale IDRATANTE aiutando così a mantenere l’elasticità e la compattezza della cute.

La medicina ha evidenziato come già dopo i 20-25 anni di età, la produzione di acido ialuronico si riduca di più del 50%. La pelle sarà quindi meno idratata, elastica e verrà gradualmente a diminuire la capacità antiossidante.
Cosmetici e dispositivi medici iniettabili a base di acido ialuronico sono spesso messi a confronto dal consumatore. In questo focus cercherò di mettere un po’ di chiarezza.
Può una crema a base di acido ialuronico sostituire il prodotto iniettabile, o viceversa, possiamo fare a meno del siero a base di acido ialuronico? La risposta è NO, in entrambi i casi.
La stessa molecola ma applicata in zone della pelle differenti, e dalla diverse caratteristiche, ha funzioni e ruoli diversi ma complementari. Entrambe hanno un’unico fine: migliorare la QUALITA’ DELLA NOSTRA PELLE.
Iniziamo dalla cosmesi. Qual è la più importante funzione dell’acido ialuronico contenuto nei COSMETICI? Il cosmetico è applicato sulla superficie della pelle, lo strato corneo dell’epidermide. In questa sede l’acido ialuronico forma una vera e propria barriera cutanea diminuendo la capacità della pelle di perdere acqua. Per usare un tecnicismo riduce la cosidetta Trans Epidermal Water Loss. Ecco spiegata l’azione idratante dell’acido ialuronico cosmetico, trattiene l’acqua all’interno della pelle. Durante il check up dermocosmetologico quando riscontro una pelle disidratata con bassi valori di CORNEOMETRIA (idratazione) prescrivo una maschera o un siero contenente acido ialuronico. Difficilmente però, una crema o un siero, interverranno nel distendere una ruga poiché l’elevato peso molecolare della molecola non ne permette la reale penetrazione nel derma, dove avvengono i processi alla base dell’ invecchiamento.

I DISPOSITIVI MEDICI INIETTABILI che contengono acido ialuronico sono noti come BIOSTIMOLAZIONI e FILLER. Fiale o siringhe preriempite, sterili, biocompatibili al 100% con l’acido ialuronico umano. Iniettati nel derma ripristinano la quota di acido ialuronico perso e promuovono una vera e propria biostimolazione. L’acido ialuronico iniettato nel derma ha la capacità a livello cellulare di stimolare la proliferazione e l’attività dei fibroblasti, li “risveglia” da quello stato di inattività così da promuovere la sintesi di nuovo COLLAGENE, ELASTINA ed acido ialuronico stesso. La BIOSTIMOLAZIONE mediante acido ialuronico è una vera e propria terapia ANTINVECCHIAMENTO. Una pelle correttamente trattata riacquista tono, luminosità, si riducono grinze e rugosità superficiali.
Consiglio ogni lettrice o lettore interessato a prendere un appuntamento gratuito per una visita di Medicina Estetica, dove verrà eseguito un check up dermo cosmetologico mediante l’utilizzo di strumenti medicali che analizzano la superficie cutanea ed il grado di crono e foto invecchiamento. Verrà quantificato sebo, idratazione e pH per una corretta prescrizione cosmetica e terapeutica.
Ricordiamoci ancora una volta che la pelle è un ORGANO e come tale spetta a noi medici e voi pazienti preservarne le funzioni fondamentali attraverso uno stile di vita sano, abitudini dermocosmetiche quotidiane e trattamenti medici mirati.

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Dott. Andrea Zavalloni
Medico Chirurgo
Scuola Internazionale di Medicina Estetica (Fondazione Fatebenefratelli)

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L’UTILIZZO DEL BOTULINO IN MEDICINA ESTETICA

Il botulino è un farmaco che in medicina si usa da molto tempo in vari ambiti (blefarospasmo, spasticità muscolari, strabismo ecc) e in medicina estetica da più di 20 anni. Ha una precisa indicazione per il trattemento di rughe d’espressione che caratterizzano in particolare la regione “alta” del viso, ovvero la zona tra le sopracciglia, le rughe perioculari, le cosidette “zampe di gallina” e della fronte. Negli ultimi anni è utilizzato con ampi margini di sicurezza anche nelle restanti porzioni del volto per un trattamento noto come microbotulino o meso botox. Iniettato più in superficie in piccolissime dosi ha una vera e propria azione biostimolante sui fibroblasti per cui viene utilizzato anche in patologie come l’acne, nel rilassamento del collo e nella ridefinizione del profilo mandibolare.

Tecnica e applicazioni
In dosi minime con tecnica apposita è possibile ottenere una ridefinizione delle rughe di espressione, garantendo un aspetto riposato, disteso e fresco. L’impiego cosciente e misurato del botulino permette un ringiovanimento rispettoso dei tratti del volto, lasciando immutate le espressioni e dando un aspetto alla paziente rilassato, senza che si possa intuire il trattamento eseguito. Ogni trattamento con tossina botulinica è diverso dall’altro ed preceduto dallo studio della dinamica del volto del paziente, fondamentale per un buon risulatato.

E’ possibile in casi selezionati eseguire

  • un vero e proprio lifting non chirurgico del sopracciglio,
  • trattare il cosidetto sorriso gengivale
  • trattare l’ipertrofia del muscolo massetere per armonizzare il profilo della mandibola ed in caso di bruxismo.

Ipridrosi
L’iperidrosi essenziale, senza cause specifiche, inizia in età giovanile e si manifesta più frequentemente nella zona palmare e in quella ascellare. Questo tipo di disturbo spesso presenta caratteristiche di familiarità e può essere di grado così importante e severo da risultare talora invalidante, determinando difficoltà e disagio nei rapporti interpersonali. Per minimizzare o azzerare la sudorazione in regioni quali mani, piedi e ascelle l’utilizzo del botulino è la terapia più efficace. Per quanto riguarda il trattamento dell’iperidrosi (eccessiva sudorazione) le iniezioni sono superficiali ed eseguite direttamente nella regione interessata.

Durata seduta: 30 – 45 minuti
Ripresa: Immediata
Sedute: 1
Risultato: Permanente per 4-8 mesi
Dolore: 0-5 1
Costo: 150-400 €

Dott. Andrea Zavalloni
Medico Chirurgo
Scuola Internazionale di Medicina Estetica (Fondazione Fatebenefratelli)

“Vuoi ridefinire le rughe d’espressione del volto garantendo un aspetto riposato, disteso e fresco?” L’impiego cosciente e misurato del botulino permette un ringiovanimento rispettoso dei tratti del viso lasciando immutate le espressioni e dando un aspetto rilassato alla paziente senza che si possa intuire il trattamento eseguito. Un trattamento sicuro, privo di complicanze e con socializzazione immediata. Prenota la tua visita di medicina estetica.

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LE SCLEROSANTI, IL LASER VASCOLARE ND YAG 1064 LP MA NON SOLO

Il passare del tempo, la gravidanza e la forza di gravità, possono determinare, in particolare in soggetti predisposti ed in chi per lavoro passa molto tempo in piedi un’alterazione a livello delle pareti dei vasi sanguigni che può portare ad una vera e propria malattia delle vene. Nel corpo umano, i cosidetti cataboliti (prodotti “di scarto” del nostro organismo), fluiscono nel sistema venoso e linfatico dalla periferia al centro per essere eliminati dall’emuntorio renale ed enterico. Gli arti inferiori hanno il compito di trasportare il sangue refluo contro gravità e questo determina nel tempo in soggetti geneticamente predisposti o per condizioni ambientali una vera e propria malattia della parete delle vene e dei vasi linfatici, che genericamente chiamiamo insufficienza venosa e linfatica. I primi segni e sintomi sono la sensazione di dolore e tensione agli arti inferiori, crampi muscolari, e la progressiva evidenza del circolo venoso superficiale, ovvero antiestetiche venule e teleangectasie (spesso chiamati “capillari”) fino ad arrivare a condizioni patologiche (varici, flebiti ed altro).
La medicina estetica nel suo concetto di medicina olistica e del benessere si fà carico del problema veno linfatico con diagnosi ed adeguata terapia.

La diagnosi sarà come sempre da guida alla giusta terapia e non potrà prescindere da una completa anamnesi personale ed in questo selezionato caso da un approccio ecografico (Cus e/o ecodoppler) e posturale.
Le terapie per l’insufficienza del microcircolo veno linfatico e per gli inestetismi ad esso correlato come venule e telengectasie prevedono un approccio olistico, che va dalla corretta cultura alimentare, all’utilizzo quando necessario di integratori e supporti come calze elastiche a compressione graduata fino alla terapia medica vera e propria eseguibile in ambulatorio.
Il trattamento prevede vari step terapeutici che vanno in primis a curare la causa che ha generato il problema: ovvero la fragilità dell’endotelio vascolare (cioè la parte interna dei vasi sanguigni, per semplificare quella parte a diretto contatto con il sangue). Nel tempo infatti per un continuo “ristagno” di sangue in periferia si crea “infiammazione intravascolare”, le valvole semilunari delle vene profonde diventano incontinenti, al loro interno aumenta la pressione venosa e questo determina, attraverso il circolo venoso perforante, l’apertura di antiestetici circoli venosi superficiali (quelli che spesso chiamiamo capillari). Ma non solo: se non curato il problema spesso con il passere del tempo si trasforma da disturbo estetico in vera e propria patologia: vene varicose, flebiti ed altro.
Da tempo la medicina utilizza con successo per ridurre l’inestetismo metodiche che trattano l’inestetismo: le sclerosanti obliterano cioè chiudono il vaso tramite un processo chimico di collabimento controllato.

Ad essa negli anni si sono affiancate metodiche complementari come il LASER VASCOLARE ND YAG LONG PULSED da 1064 nanometri che attraverso il principio della FOTOTERMOLISI SELETTIVA colpisce e coagula l’EMOGLOBINA contenuta in venule e teleangectasie e fa collabire e chiudere le pareti dei vasi sanguingni superficiali risolvendo il disturbo estetico.
La medicina da alcuni anni ha fatto un passo avanti. Ovvero affianca a queste due terapie un supporto mesoterapico con l’iniezione intradermica di farmaci atti a ripristinare la salute dell’endotelio vasale, il primo ad essere alterato e causa della patologia organica ed estetica. Il trattamento sarà efficace non solo per il disturbo estetico ma anche per il disturbo funzionale (pesantezza delle gambe, dolori e progressivo viraggio del problema estetico in un problema di malattia venosa conclamata). In sintesi curare la parete dei vasi venosi vuol dire non sempre asportarli o distruggerli ma per quanto possibile preservarli realmente nella loro complessità funzionale così da trattare un disturbo estetico ma soprattutto una vera e propria causa di una malattia.

Il medico estetico non cura un’inestetismo ma prende in carico un paziente, con una diagnosi ed una terapia, come qualsiasi altro professionista della medicina.

Dott. Andrea Zavalloni
Medico Chirurgo
Scuola Internazionale di Medicina Estetica (Fondazione Fatebenefratelli)

Se da tempo avverti gambe pesanti, frequenti crampi e sono comparsi antiestetici “capillari” su cosce e gambe puoi soffrire di un disturbo che interessa il microcircolo venoso e linfatico. Presso il nostro poliambulatorio puoi curare la causa e gli inestetismi attraverso un protocollo combinato che utilizza il Laser Vascolare Nd Yag 1064 nm di LUMENIS associato alla terapia sclerosante e ad un sostegno al microcircolo con una terapia intradermica fleborigenerativa. Prenota la tua visita di medicina estetica dove verrà eseguita un’ecografica del sistema venoso e della cute degli arti inferiori e consigliati adeguati trattamenti.

Durata: circa 1 ora
Dolore: 2/5
Prezzo: dalle 100 alle 300 euro a seduta in base alle zone da trattare

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DATEVI UNA MOSSA, SE VOLETE STARE BENE, INIZIATE A CAMMINARE!!!!

“Cammina e cammina, arriverai dove vuoi”
Siamo all’inizio dell’estate.
I corsi invernali in palestra o piscina sono giunti al termine e in molti sospendono qualsiasi tipo di attività fisica.
Niente di più sbagliato.
Facendo così, non si fa altro che disperdere tutto quello che si è guadagnato durante l’inverno.
Ma se non avete più tempo, nessuno vi tiene i figli, siete stanchi o non volete chiudervi dentro ad una palestra, non fermatevi.
Cercate di intraprendere una attività di mantenimento, in mare o in montagna, in città o in un parco.
Le opportunità per non fermarsi totalmente ci sono, la più pratica è la camminata.

I vantaggi di questa attività fisica sono svariati
Possono farla tutti
Non serve materiale tecnico sofisticato
È il modo più semplice e naturale per stare in forma
Aiuta a dimagrire
Abbassa il colesterolo cattivo, alzando quello buono
Regola i valori del diabete
Riduce il rischio di malattie cardiache
Riduce il rischio di alcune forme tumorali
Rinforza i muscoli e aiuta ad aumentare il calcio nelle ossa (densità ossea)
Migliora l’equilibrio
Migliora l’umore stimolando la produzione di endorfine
È facile da praticare ed economica

Ecco un programma per iniziare e continuare a camminare per tutta l’estate
Esercizio: Camminata a passo costante – Registrare il tempo di lavoro mediante apposita applicazione.
Durata: 45’/60’/+ di 60′
Terreno: Pianeggiante, pendenza variabile, Tapis Roulant
Superficie: Asfalto, Strade bianche, prato.
Evitare di camminare sul bagnasciuga in pendenza ( può provocare dolori muscolo – articolari e infiammazioni)
Frequenza: da 3 Sedute settimanali a giorni alterni (Es. lunedì – mercoledì – venerdì) a tutti i giorni ( per i più preparati)
Andatura: velocità media e a ritmo costante 5/6 km/h
Stretching a fine seduta per gli arti inferiori e schiena
Calzature consigliate: Scarpe da Running – Fatevi consigliare dal negoziante – ad ogni piede, la sua scarpa.

Camminate durante le ore più fresche della giornata (mattina presto – ore serali)
Nel caso, abbiate a disposizione per camminare le fasce orarie più calde della giornata, scegliete di camminare in spazi ombreggiati e ventilati.

Create i percorsi più adatti a voi, per difficoltà, lunghezza, piacere personale ( città, campagna, mare, collina)-
Per creare i percorsi, avvaletevi di una qualsiasi App per Runner da applicare al vostro Smartphone.
Questa vi permetterà di registrare in modo preciso, il tracciato, la sua lunghezza, il tempo di percorrenza, il consumo calorico teorico, la frequenza cardiaca.
Ogni volta che concludete un percorso, registratelo, vi rimarrà in memoria, risultando utile per verificare i progressi ottenuti e i deficit da recuperare.

Create più percorsi, vari e differenti, come lunghezza, paesaggi e tempo di percorrenza.
In base al tempo a disposizione che avrete, deciderete che percorso affrontare.
Potete impostare un percorso da 45′- 60′- superiore ai 60′.

Durante le prime 3 settimane, uscite a giorni alterni, 3 sedute settimanali.
In base alle reazioni del vostro corpo, i parametri del vostro programma potranno subire delle modifiche.
Se vi sentite bene, potete inserire un’ulteriore seduta settimanale.
Nel caso vogliate camminare tutti i giorni, alternerei uscite corte ( 30/45′) ad uscite più lunghe ( 60’/ + di 60′).
Questa alternanza, vi permetterà di ridurre il rischio di sovrallenamento, quindi eventuali infortuni.
Dimenticavo la cosa più importante.
Prima di intraprendere questa attività fisica, sottoponetevi ad un controllo medico.
Con la salute, non si scherza! MAI!!!!

Alla prossima, buon allenamento e buon estate a tutti!

Dr. Massimo Magrini
Laureato in Scienze Motorie – Idrochinesiologo Poliambulatorio L’Eau
Specializzato in Rieducazione Funzionale Ortopedica e Sportiva Poliambulatorio L’Eau
Preparatore Atletico Calcio – Personal Trainer – Istruttore FIDAL

Continuiamo a Camminare

Se avete seguito le indicazioni presenti nel nostro post “Camminare Fa bene” ed avete iniziato a muovervi un po’ di più del solito.
Se non ci sono stati particolari problemi.

Se siete stati bene, provando una buona sensazione di benessere, è ora di impegnarsi ancora di più e passare questo programma.

Programma n. 2
Durata del programma 3 settimane
12 sedute totali
Al termine della 3° Settimana il programma verrà integrato con uno nuovo
Esercizio: Camminata
Durata: 60′
Terreno: Pianeggiante e/o con % di pendenza variabile o Tapis Roulant con % di pendenza variabile
Frequenze: 4 Sedute settimanali – 2 uscite consecutive – riposo – 2 uscite consecutive

(ex lunedì – martedì – giovedì – venerdì)
Andatura: velocità medio/alta a ritmo costante 6,5/7 km/h

5′ di Stretching finale
Per contrastare il freddo, utile avvalersi di pantaloni termici , maglie termiche e pile, guanti, berretto.
Calzature: Scarpe da Running

Calcio: come allenarsi durante la sosta natalizia

Finalmente è tempo di vacanze, dopo un girone di campionato volto al termine, è arrivato il meritato riposo.
Tuttavia le vacanze, i regali, le abbuffate natalizie e qualche stravizio in più tendono a minare l’equilibrio raggiunto durante i primi 4/5 mesi di duro lavoro e sacrifici.
Cerchiamo allora di programmare una sorta di VACANZE INTELLIGENTI, considerando più virtuoso l’atleta che fa dell’equilibrio la propria filosofia di vita.
Sarebbe quindi sbagliato non riposare e non recuperare le proprie fatiche, vivendo la sosta natalizia in modo maniacale e poco sereno.

Altrettanto sconsiderato sarebbe non allenarsi e alimentarsi in modo non adeguato.
Per questo cercheremo di trovare un giusto compromesso tra il riposo e il lavoro, considerando intelligente non il programma di lavoro, ma il fatto che qualche faticaccia durante la sosta potrà permettere di risparmiarne altre durante il proseguimento della stagione.

Giornate disponibili
Le giornate a disposizione, decidendo di sviluppare un programma di lavoro logico ed equilibrato, non possono essere superiori alle 6/7 totali.

È inutile e soprattutto errato programmare sedute di lavoro che ci impegnerebbero giornate di festa come Natale o Capodanno.
Diventa quindi opportuno ragionare su un numero di sedute più basso, per effettuarle tutte, rispettando le indicazioni del piano di lavoro.

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In quale momento della giornata?
Il consiglio è quello di allenarvi, essendo un periodo particolare, negli orari a voi più comodi.

Per gli allenamenti organici, sarebbe meglio allenarsi nelle ore più calde della giornata, rendendo l’allenamento più gradevole e, ancora più importante, abbassando il rischio di infortuni muscolari.

Allenarsi da soli o in compagnia?
Sicuramente allenarsi in gruppo renderebbe tutto più piacevole.
Tuttavia, essendo un periodo ricco di impegni personali, la difficoltà di creare un gruppo si accentua.
E se questo dovesse in qualche modo far saltare i programmi, meglio allora lavorare da soli.

Cosa allenare?
Come detto in precedenza, avendo poche sedute a disposizione, non possiamo pensare di fare grandi lavori.

Per questo motivo, dobbiamo definire in modo preciso gli obbiettivi e quindi le metodologie di lavoro per conseguirli.
Con poche sedute, opteremo per un blocco di esse monotematiche, preferendo un lavoro piuttosto che un altro ( forza – aerobico – velocità -resistenza alla velocità o lattacido).
Potrebbe anche essere attuabile un piano di lavoro comprensivo di tutte le qualità fisiche sopra citate, ovviamente diventerebbe un piano di mantenimento.

Scegliamo la Forza?
Scegliamo il Lavoro Aerobico?
Scegliamo la Velocità?
Scegliamo la Resistenza alla Velocità?
Scegliamo il Programma Misto?

La scelta spetta allo staff tecnico, che, in base agli obbiettivi prefissati, imposterà il programma più adatto.
Nel caso non abbiate uno staff o un preparatore atletico che vi segue, optate per metodologie che avete già affrontato durante la stagione e alle quali potrete dare continuità.
Non ha senso approcciare a nuove metodologie di lavoro solo per qualche giorno:

i benefici sarebbero pressoché nulli, in quanto non ci sarebbe il tempo materiale per assimilare il lavoro ed usufruirne.
Inoltre l’utilizzo di metodi di lavoro nuovi aumenta considerevolmente il rischio di infortuni muscolari.

Cosa evitare?
Fondamentale non accumulare kg di troppo (non eccedere con cibi spazzatura e alcolici).

Evitare qualsiasi sport da contatto o molto traumatico (calcio, calcetto, scii, snowboard e simili).

Lavori integrativi utili
Possono risultare utili e compatibili con il calcio:
tennis, footvolley, beach tennis, beach volley, nuoto, bicicletta;

Lavoro in piscina (nuoto – utili le pinne corte), idrochinesiterapia (esercizi di stretching, mobilità articolare, defaticanti – attività di potenziamento muscolare mirati);
ginnastica posturale – Pilates- Yoga per migliorare la flessibilità e ridurre l’ incidenza di infortuni muscolari;
sedute di Personal Trainer;
sedute di massaggi decontratturante.

N.B:
Nel caso di infortuni mal curati o acciacchi, diventa indispensabile sfruttare la sosta per approfondire mediante esami obbiettivi (Rx- Ecografie – Tac – Risonanza Magnetica), visite medico specialistiche, valutazioni funzionali e Cure Fisioterapiche o lavori di Rieducazione Funzionale in Acqua o Palestra

Lavori di forza consigliati
Potenziamento muscolare a carico naturale.
Possono essere eseguite delle sequenze di esercizi a tempo con recupero 1=1, cioè recupero lo stesso n di secondi di lavoro (serie che vanno da un minimo di 3 ad un massimo di 5)

Sequenza di 4/5 esercizi per gli arti inferiori (vedi video) tronco, superiori.

Lavoro di forza veloce su salite brevi 10-15 minuti
3 Serie

5 Ripetizioni
Recupero tra le serie 3′
Recupero tra le ripetizioni 45″-1′

Lavori aerobici consigliati
Intermittente 20″-20″ sui 100 m= da Porta a Porta opposta
Corro un tratto di 100 m in 20″ – recupero 20″ sul posto – riparto correndo fino alla porta opposta, sempre in 20″- recupero 20″ sul posto e riparto.
Proseguire il lavoro per 7′
Recupero 3/4′
Ripeto un’altra serie

Fartlek con variazioni da 10″-20″-30″
1° serie: 6′ di corsa – 10″ corsa veloce (70% velocità max) – 20″ corsa lenta

Recupero: 3′
2° serie: 6′ di corsa – 20″ corsa veloce – 40″ corsa lenta
Recupero: 3′
3° serie: 6′ di corsa – 30″ corsa veloce – 30″ corsa lenta
Recupero: 3′

Intervall Training sui 100 m a navetta (50 andata + 50 ritorno) da correre in 20″
Recupero tra le ripetizioni 40/45″
N. Ripetizioni per serie: 6
N. Serie: 3
Recupero tra le serie: 3/4′

Lavori di velocità consigliati
Dopo aver effettuato un buon riscaldamento, ci si può concentrare esclusivamente su brevi lavori di velocità, effettuando lavori in linea o con cambi di direzione con angoli di corsa differenti.

1° Lavoro
5 sprint sui 10 m = partenza 2/3 m in skip + sprint di 10 m + non freno, ma rallento fino ad arrivare al passo – recupero tornando di passo al punto di partenza – riparto
Non parto mai da fermo, parto sempre in skip
5 sprint sui 15 m
5 sprint sui 20 m
5 sprint sui 25 m

2° Lavoro
Cambi di direzione variabili sia in angolazione che lunghezza
Cambi di direzione con angoli di 45°, lunghi 5 m, percorso con 6 cambi di direzione, 3 a destra ( dx) – 3 a sinistra ( sx) – recupero tornando al punto di partenza di passo – ripetere il percorso 6 volte
Cambi di direzione con angoli di 90° – tratti di corsa lunghi 10 metri – percorso con 4 cambi, 2 a dx e 2 a sx – recupero tornando di passo al punto di partenza – ripetere il percorso 4 volte
Cambi di direzione con angoli misti, 45° – 60° – 90°, tratti di corsa di lunghezza variabile ( da 5 a 15 m), percorso con 6 cambi di direzione – recupero tornando di passo al punto di partenza

Lavori di resistenza alla velocità consigliati (lattacido)
Navette o cambi di direzione vari, con lunghezza variabile e angoli di lavoro variabili.
Lavoro totale di metri che variano da 300 ai 500.
I lavori lattacidi sono massimali, di durata breve, intensissimi.
Qui potete sbizzarrirvi.
Ad ogni modo lavorerei su navette di 180°, V – T – V ( vai – torna – vai)

Imposterei 3/4 percorsi, differenti tra loro, ciascun percorso lo ripeterei dalle 2 alle 4 volte, la lunghezza di ogni percorsi la terrei tra i 20 e 30 metri.
I recuperi tra i vari percorsi devono essere completi, tra le ripetizioni incompleti

Lavoro misto
Se scegliamo un programma di lavoro misto, dobbiamo calendarizzare i lavori fisici, cercando di eseguirli con una sequenza logica.
Proprio per questo motivo occorrerà organizzarsi bene anche con gli spazi (campo – palestra ecc)

In un programma misto, consiglierei questa sequenza di lavoro:
Lavoro di Forza
Lavoro di Potenza Aerobica
Lavoro di Resistenza alla Velocità (Lattacido)
Lavoro Aerobico bassa intensità
Lavoro di Velocità
Lavoro di Rapidità e Destrezza

Consiglio di eseguire un unico lavoro fisico per seduta di allenamento, al fine di evitare inutili sovraccarichi o peggio ancora infortuni.

Dr. Massimo Magrini
Laureato in Scienze Motorie
Idrochinesiologo Poliambulatorio L’Eau
Specializzato in Rieducazione Funzionale Ortopedica e Sportiva Poliambulatorio L’Eau
Preparatore Atletico Calcio – Personal Trainer – Istruttore FIDAL

Quale sport scelgo per il mio bambino?

Mentre cerchiamo di insegnare ai nostri figli tutto sulla vita,
i nostri figli ci insegnano che la vita è tutto”

Angela Schwindt

 

L’obbiettivo non dovrebbe essere quello di diventare un campione dello Sport, ma evitare che i nostri figli, fin da piccoli, si abituino alla sedentarietà ed a conoscere solamente giochi come la PlayStation e gli Smartphone.
I bambini dovrebbero correre, saltare, sudare, arrampicarsi, rotolare, cadere, piangere, rialzarsi, sapendo che cadere fa male.
Che si può salire sugli alberi ma poi bisogna saper scendere, andare in bici, con i pattini, in skateboard, giocare a calcio al parco con porte invisibili in uno stadio immaginario stracolmo di pubblico.
Purtroppo questo sembra un sogno impossibile, realizzabile forse in un futuro remoto.
Tutto normale, se non fosse che 30 anni fa era così.
Si usciva a giocare dopo pranzo per tornare al tramonto, poco spazio per i compiti, molto di più per la fantasia.
I più fortunati avevano il computer, quasi tutti invece possedevano un pallone da lanciare o una corda da saltare, un gesso per segnare giochi sull’asfalto, un muro per contare a nascondino o giocare a 1/2/3 stella, tutti vedevano gli stessi cartoni animati ma soprattutto stavano insieme.
Oggi i bambini stanno in casa, spesso da soli, preferendo giochi individuali rispetto a quelli di gruppo.
Il punto però rimane che i nostri figli devono muoversi di più e costantemente, come viene caldamente consigliato dal SIP ( Società Italiana Pediatri).
Si raccomandano dai 30′ ai 60′ di attività quotidiana per prevenire e contrastare l’obesità infantile, il diabete, per rinforzare l’apparato cardio-respiratorio, i muscoli, per migliorare le capacità coordinative, stimolare la socializzazione e accrescere l’autostima.
La scelta dello sport ovviamente dovrà tener conto di alcuni aspetti.
Tra i principali, la preferenza da parte dei figli, la possibilità di poter partecipare con continuità all’attività sportiva scelta e la disponibilità da parte dei genitori di accompagnarli all’appuntamento sportivo.
Quello appena detto sembrerebbe una banalità, ma non lo è assolutamente.
Quasi tutte le attività sportive iniziano a settembre, in contemporanea con l’inizio dell’anno scolastico, l’impegno più importante e serio che un bambino si trova ad affrontare. Spesso la sovrapposizione di sport e scuola, determina un carico di lavoro e un impegno troppo elevato da sostenere, generando un fenomeno chiamato ” Drop Out” ossia l’ abbandono dell’attività sportiva.
Questo fenomeno non fa altro che aumentare il numero dei sedentari e di conseguenza porta all’aumento di problematiche psico – fisiche, soprattutto di genere metabolico e di socializzazione/interazione.

Ma perché i bambini abbandonano l’attività sportiva?
Una delle cause maggiori è l’avviamento troppo precoce alla pratica sportiva, l’altra è l’imposizione da parte della famiglia di discipline non amate dai figli.
Proprio per questo l’attività sportiva più idonea, dovrebbe essere individuata attraverso un compromesso che includa esigenze famigliari, gusti del bambino, caratteristiche fisiologiche.

Come si può individuare la pratica sportiva più idonea?
Secondo il parere degli esperti, non esiste lo sport perfetto, ma lo sport più adatto, a seconda della fase di crescita del bambino.
Ecco alcune indicazioni su quale gioco/sport praticare in rapporto all’età.
5-8 mesi: Attività sul tappeto, gattonare, arrampicarsi

Corsi di Psicomotricità: indicato dai 2 anni
In questa età è fondamentale indurre il bambino a giocare, muoversi liberamente dandogli la possibilità di fare esperienze nuove.
Verranno proposte attività che permetteranno al bambino di sperimentare nuovi movimenti e situazioni, attraverso l’esecuzione di percorsi o giochi preparati ad hoc.
Tutto questo può considerarsi come un periodo di preparazione agli altri sport, qualsiasi essi siano.

Corsi di acquaticità neonatale: dai 4 ai 24 mesi.
Il corso ha l’obbiettivo di far acquisire ai bambini la confidenza con l’acqua nel modo più dolce possibile.
I programmi sono concentrati su attività idromotorie di gioco, ed è proprio giocando che i bambini imparano a socializzare con gli altri e se stessi, iniziando a misurare le proprie capacità in un ambiente diverso.

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Scuola Nuoto: indicato dai 3-4 anni.
Viene considerato lo sport completo per eccellenza, in quanto coinvolge tutti i gruppi muscolari, evitando, grazie ai principi fisici dell’acqua, di creare sovraccarichi a muscoli e ossa.
Migliora la flessibilità articolare, la capacità respiratoria ed evita qualsiasi trauma.
Inoltre permette di avvalersi di un buon supporto di sicurezza durante la balneazione.

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Miniginnastica o Ginnastica libera: indicata dai 4-5 anni
Insieme al nuoto, viene considerata una delle attività più complete sotto il punto di vista del coinvolgimento muscolare, attività determinante per fornire le basi motorie utili per l’esecuzione di discipline sportive scelte successivamente.


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Tennis / Beach Tennis / Scherma: indicati dagli 8 anni.
Sport dove si sviluppano coordinazione, velocità, riflessi, concentrazione, resistenza e forza.
Unico neo, essendo sport asimmetrici, portano molto spesso a squilibri muscolari, evitabili solo se viene impostato un programma di compensazione.

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Sport di squadra

MiniCalcio, MiniBasket, MiniPallavolo, MiniCalcetto: indicati da 5-6 anni.

Calcio – Basket – Pallavolo – Calcetto: indicati dagli 8 anni.
Sicuramente dal punto di vista della convivenza e condivisione sociale rappresentano il massimo.
Ognuno di questi permette di migliorare sotto il profilo della forza, della destrezza, della velocità fisica e di scelta, delle capacità coordinative e respiratorie.
Ovviamente, in modalità differenti, sono tutti quanti sport traumatici che possono portare a sovraccarichi.

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Danza / Ballo: indicato dai 4-5 anni.
È ottima per sviluppare ritmo e coordinazione, poiché coinvolge gran parte dei muscoli di tutto il corpo migliorandone flessibilità e mobilità.

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Pre-Atletica Leggera o Mini-Atletica leggera: indicato dai 6 anni

Atletica Leggera: indicata dai 14/16 anni
Se affrontata con carichi leggeri, rappresenta una delle migliori discipline sportive.
Migliora la coordinazione, l’equilibrio, la destrezza, la resistenza.

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Ciclismo: adatta fin dai 4 anni, ma come attività ludica, permette di migliorare l’equilibrio, la resistenza.

Con tutto ciò, non ho la presunzione di dirvi quale sport far fare ai vostri figli, ma presentarvi a grandi linee alcune discipline sportive che potrebbero fare al caso di vostro figlio, mettendo sempre al centro i gusti e le passioni del vostro bambino.

 

Dr. Massimo Magrini
Laureato in Scienze Motorie
Idrochinesiologo Poliambulatorio L’Eau
Specializzazione in Rieducazione Funzionale Ortopedico e Sportiva Poliambulatorio L’Eau
Preparatore Atletico Calcio – Personal Trainer – Istruttore Fidal

Camminare fa Bene

“Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però, non trattenerti mai”

Madre Teresa di Calcutta

 

È ormai appurato per tutti che il nostro corpo per mantenersi in uno buono stato di forma, ha bisogno di effettuare un attività fisica adeguata.
Intendendo come attività fisica adeguata, non la più gradita, ma la meno dannosa per il nostro fisico e la più praticabile con una certa continuità (almeno dalle 2 alle 4 sedute settimanali).
In assenza di particolari problemi o patologie, gran parte delle pratiche sportive vanno bene, ma se si ha poco tempo, non si vuole investire denaro in materiale tecnico, non si è mai praticato uno sport oppure si è inattivi da tempo, mi sento di consigliare senza alcun dubbio la camminata, come una delle migliori.

I vantaggi di questa attività fisica sono svariati:
Possono farla tutti

Non serve materiale tecnico sofisticato
È il modo più semplice e naturale per stare in forma
Aiuta a dimagrire
Abbassa il colesterolo cattivo, alzando quello buono
Regola i valori del diabete
Riduce il rischio di malattie cardiache
Riduce il rischio di alcune forme tumorali
Rinforza i muscoli e aiuta ad aumentare il calcio nelle ossa (densità ossea)
Migliora l’equilibrio
Migliora l’umore stimolando la produzione di endorfine
È facile da praticare ed economica

Quindi, cari sedentari, ci sarà sempre un motivo per fare una camminata e se non sarà per DIMAGRIRE, per avere un cuore PIÙ FORTE, per RINFORZARE I MUSCOLI o le OSSA, sarà perché ogni passeggiata è come un viaggio, ed ogni viaggio, piccolo o grande che sia, INIZIA SEMPRE CON UN PASSO

Ecco un programma per iniziare a camminare gradualmente:
Durata del programma 3 settimane, 9 sedute totali.

Al termine della 3° settimana il programma verrà integrato:
Esercizio: Camminata a passo costante – Registrare il tempo di lavoro
Durata: 60′
Terreno: Pianeggiante e regolare o Tapis Roulant
Frequenza: 3 Sedute settimanali a giorni alterni (Es. lunedì – mercoledì – venerdì)
Andatura: velocità media e a ritmo costante 5/6 km/h
5′ di Stretching a fine seduta per gli arti inferiori e schiena
Calzature consigliate: Scarpe da Running

Mantenere questo programma per 3 settimane, in base alle reazioni del vostro corpo, i parametri del vostro programma possono subire delle modifiche.
Alla prossima, buon allenamento a tutti.

Dr. Massimo Magrini
Laureato in Scienze Motorie – Idrochinesiologo Poliambulatorio L’Eau
Specializzato in Rieducazione Funzionale Ortopedica e Sportiva Poliambulatorio L’Eau
Preparatore Atletico Calcio – Personal Trainer – Istruttore FIDAL

 

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